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Inside Out – Dream Production – Recensione della serie Spin-Off

Qualche mese fa (11 dicembre 2024) è uscita su Disney+ questa breve serie spin-off di Inside Out. Sono solo 4 episodi, e narra eventi che cronologicamente sono tra il primo film di Inside Out del 2015 e il suo sequel, Inside Out 2 del 2024.
Quindi non ci sono ancora quelle aggiunte che abbiamo visto nel sequel, che sono anche carine, ma sembravano proprio appiccicate lì un po’ a caso (sono il solo ad averlo pensato?).
La storia narra le vicende di alcuni personaggi della Dream Production, ovvero la casa cinematografica che produce i sogni per Riley. Vi dico subito che a me è piaciuto e me lo sono guardato molto volentieri, però non posso dire solo questo, quindi di seguito trovate una recensione in cui proverò a non fare spoiler (ma darò per scontato che abbiate visto almeno il primo film di Inside Out, altrimenti recuperatelo ora e poi tornate a leggere).
Io ovviamente ho visto la serie l’anno scorso, poi mi son perso e mi son scordato di recensirla, ma adesso che si torna a parlare di Disney e di quanto la sua inclusività dia fastidio a Donald Trampoli, mi sembrava doveroso parlarne.

Cartellone ufficiale della serie Dream Production su Disney+

Trama

Come accennavo poc’anzi, le vicende narrano la storia di una casa produttrice di sogni, in particolare di Paula Persimmon, una regista di successo non più sulla cresta dell’onda.

Il tema cardine è sempre quello dell’adolescenza: diventando grandi le persone smettono di trovare coinvolgenti o memorabili i sogni, in particolare quelli con dolcetti e unicorni. Questo rende sempre più difficile e faticoso restare al passo coi tempi e produrre sogni di alta qualità, in grado di generare ricordi importanti (ricordate? Le sferette luminose).

Ci ritroveremo quindi a seguire le vicissitudini di Paula, e degli altri lavoratori della Dream Production, nonché ad assistere agli effetti che i sogni producono sulla vita di Riley. Il tutto con una chiave piuttosto umoristica che non perde occasione di ironizzare su situazioni e atteggiamenti che si possono incontrare in ambito televisivo.
Certo, non aspettatevi che sia Boris, però potremmo considerare Dream Production una sua versione più delicata, emotiva e adatta ai bambini. La risposta Disney / Inside Out a Boris, in un certo senso.

Quindi aspettatevi di vedere le difficoltà di attori la cui popolarità è in calo, scontri tra regia, aiuto-regia, produttori, attori e troupe, conflitti tra modi diversi di intendere la produzione cinematografica: quella rigida e ingabbiata delle grandi case produttrici e quella spontanea, ma non sempre ben chiara dei produttori indipendenti.

In tutto questo si innesta la produzione di nuovi sogni, il tentativo di percorrere vie diverse, più adatte a un pubblico maturo e, ovviamente, le ripercussioni che tutto questo comporta nella vita di Riley e nelle sue Emozioni.

Personaggi

Paula Persimmon: Regista di successo. Ha prodotto sogni che sono rimasti cult per anni. Però in effetti è un po’ che non produce qualcosa di memorabile…cosa potrà inventarsi per restare sulla cresta dell’onda?

Kenny “Xeni” Dewberry: Un giovane regista indipendente che si occupa di sogni a occhi aperti, vale a dire la vera forma di arte libera dalle costrizioni delle grandi firme.

Jean Dewberry: La capa di Paula. Esigente e intransigente. Un po’ rompiscatole…ma insomma, queste son cose comuni a tutti i capi, no?

Janelle: Assistente di Paula. Le due hanno un ottimo rapporto, solo che…

Unicorno Arcobaleno: Grande attore, con molte pretese, anche se ormai anche la sua popolarità è in calo.

Riley, Rabbia, Paura, Disgusto, Tristezza e Gioia: Sempre loro. Le classiche emozioni faranno solo dei camei, per così dire, saranno marginalmente presenti.

Valutazione

Sarò sincero: mi ha conquistato la primissima scena. Letteralmente il primo minuto e mezzo del primo episodio. Sarà che sono padre e ho visto alcune cose ben da vicino, assistendone ai problemi, ma l’ho trovata davvero valida. Non vi faccio spoiler, come sempre. Quindi provate e guardate, al massimo (se avete proprio cattivo gusto e non vi piace) perdete due minuti.

Trama: 8/10 Non tanto la trama in sé, ma il fatto che la produzione di sogni sia usata come allegoria della produzione cinematografica mi è parsa davvero un’ottima idea.

Personaggi: 7.5/10. Interessanti, ben costruiti. Non tutti originalissimi e sfaccettati, ma comunque interessanti.

Disegni: 8.5/10. La Disney ha i soldini e il capitale umano per fare buone cose.


Bene, non ho molto altro da dirvi, anche perchè parliamo di 4 episodi da 20-25 minuti.
Spero facciano un seguito, anche se non mi pare sia ancora confermato un Dream Production 2. Quindi aspetteremo fiduciosi.




Se vi piacciono le mie recensioni di cartoni, ne trovate altre qui.

Però sappiate che di norma mi occupo di Giochi di Ruolo.

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1 commento su “Inside Out – Dream Production – Recensione della serie Spin-Off”

  1. Grazie mille! Non sapevo di questa serie ma ho apprezzato moltissimo sia il primo film che il secondo, anche perché (essendo un diciannovenne imberbe) ho avuto modo di vedere crescere i personaggi insieme a me, con tutti i limiti del caso. So cosa fare stasera e, se mi ricordo, domani torno a scrivere la mia opinione

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